Design urbano, sostenibilità e linguaggi contemporanei dello spazio pubblico
Cosa accade quando la seduta urbana smette di essere un semplice elemento funzionale e diventa un ponte poetico e materico tra geografie distanti?
Nel panorama delle ricerche contemporanee sul confine tra scultura, architettura e arredo pubblico, la panchina continua a rivelarsi uno dei dispositivi relazionali più potenti. È da questa visione che prende vita ONA (2025), l’opera-seduta modulare ideata dallo studio spagnolo GRAS Reynés Arquitectos, presentata nel suggestivo contesto della Biennale di Venezia in collaborazione con la storica manifattura Huguet Mallorca e con il supporto di Camper.

Il respiro dell’onda: tra dinamismo ed ergonomia
Il titolo stesso, ONA — termine catalano che significa letteralmente onda —, racchiude la genesi concettuale del progetto. L’opera si sviluppa come un tributo al patrimonio naturale e culturale condiviso del Mediterraneo, tracciando una linea di continuità ideale tra l’isola di Maiorca e la laguna veneziana.
Formalmente, ONA rifiuta la rigidità del blocco monolitico tradizionale per abbracciare un linguaggio di superfici sinuose e avvolgenti. La silhouette riproduce il movimento continuo e perpetuo del moto ondoso: una curva elegante che si flette nello spazio, offrendo un comfort ergonomico studiato con precisione architettonica senza mai rinunciare all’impatto scultoreo.
La modularità è un altro elemento cardine dell’opera: la struttura è concepita per combinarsi, moltiplicarsi e adattarsi in configurazioni sempre nuove, dialogando armoniosamente con il paesaggio circostante — sia esso un parco verde o una pavimentazione storica.
Materia e memoria: il Terrazzo Riciclato
Se il disegno evoca la fluidità dell’acqua, la materia scelta per realizzarlo ancora l’opera a una solida etica contemporanea di sostenibilità e maestria artigiana. ONA è infatti plasmata in marmo riciclato (terrazzo), realizzato in sinergia con Huguet Mallorca, atelier rinomato per l’eccellenza nella lavorazione dei materiali cementizi e lapidei tradizionali.
I frammenti e gli inerti policromi incastonati nella superficie levigata raccontano una storia di riuso consapevole, donando alla seduta una texture vibrante di luce, tattile e resistente al tempo. È un incontro felice tra l’antico savoir-faire mediterraneo e la sensibilità ecologica richiesta dal design del XXI secolo.
Una sosta per connettersi
Come spesso amiamo ricordare sulle pagine del nostro Journal, la panchina d’artista non è mai un mero oggetto d’uso: è un invito alla pausa e alla contemplazione.
In un’epoca caratterizzata da ritmi frenetici e spazi urbani spesso disconnessi dalla sfera sensoriale, ONA ci chiede di fermarci, di toccare la pietra, di osservare l’orizzonte e di riflettere sul legame profondo che unisce i nostri ambienti di vita. Una scultura pubblica capace di trasformare il semplice atto del sedersi in un momento di autentica connessione con l’arte, con il paesaggio e con la memoria comune del mare.
0 comments on “ONA: la forma fluida dell’onda che unisce Maiorca e Venezia”